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Una Storia che Rimanda le sue Origini fino al II° Conflitto Mondiale | |
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L’Ostiamare, la prima squadra di calcio del Lido di Ostia, ha volato, ha sofferto, ha raggiunto grandi traguardi ed è giunta al momento del rinnovamento. L’Ostiamare ora è una nuova società, dispone di una nuova amministrazione propositiva e intenzionata a vincere. Molti talenti hanno calcato i campi di Ostia, come il romanista Daniele De Rossi, e nuovi campioni aspettano di poter dimostrare le loro capacità, il coraggio di provare, di riuscire a farcela con la squadra della propria città.
Sulle origini dell’Ostiamare c’è chi racconta che addirittura la compagine sia nata nel 1936, ma che per l’avvento della guerra si lacerò in breve.
Poi le apparizioni della squadra nel ’45 rifondata come Unione Sportiva con il primo presidente, Narici: i giocatori indossavano orgogliosi una maglia color granata con una fascia bianca trasversale. Poi fu il tempo di Panella, quando la compagine giocava e si allenava al campo 'Riccardo Bazzini'.
Un tragico evento improvvisamente segna l’ennesima trasformazione della squadra; il viola, il colore con cui tutti riconoscono l’Ostiamare infatti, prende parte della sua storia subito dopo la morte del figlio del dirigente Giandotti.
Il dirigente aveva finanziato un torneo di calcio tra ragazzi e possedeva una propria squadra, la FULMINANTE. La maglia di questa compagine era viola, colore che l’Ostiamare adottò quando Giandotti si mise alla guida della squadra lidense e in onore del figlio decise di applicare il nuovo colore sulle casacche.
Già in quel tempo a Ostia c’era un’alta percentuale di nativi toscani (ma il viola, come spiegato, non è direttamente dedicato a loro), tra cui il massimo dirigente Giandotti che creò una sorta di involontario gemellaggio con la regione di provenienza e il Lido. Giandotti poi apportò anche un nuovo tecnico, uno straniero, l’ungherese Belackovech. Quest’ultimo rivoluzionò il gioco dei lidensi portandolo a livelli altamente spettacolari. In quel momento nacque l’Ostiamare moderna. Intanto l’Ostiamare dovette combattere con il problema dei campi di gioco: i ragazzi si doverono trasferire dal campo 'Bazzini' al campo '4 Novembre'.
Dopo Giandotti si alternarono anni fortunati e anni meno brillanti. Poi nel 1976 l’Ostiamare si fonde con l’Unione Sportiva Lido Calcio, di Franco Pietrini e Franco Cannuli.
In quegli anni all’Ostiamare approdò uno degli uomini che portò la compagine alla svolta. Romolo Di Carlo, presidente appassionato e determinato lancia l’Ostiamare sulla breccia dell’onda. Dopo di lui, un altro punto fondamentale per la vita della squadra, l’opera di Giovanni Camilli, noto personaggio lidense che nel 1983 si accordò con Giuseppe Ciotoli e Giuseppe Merluzzi, che insieme portarono l’Ostiamare al campionato Interregionale dell’83-‘84.
Fino al 1988 poi, si succederono altri tecnici, giocatori e dirigenti, che fecero anche sfiorare la salita in Promozione. Nella stagione ‘87-’88 prende piede Matteo D’Avello che diventa reggente del Club. La più alta carica dirigenziale affidata a Luciano Loconte nello stesso periodo dà lo slancio all’Ostiamare: la panchina a D’Avello e Ricci, Coluzzi come segretario unico e Nando Vigrilio in campo, fecero salire l’Ostiamare in testa nella stagione con 52 punti, una vittoria che determinò la promozione dei lidensi nel calcio professionistico. E’ la stagione 1988-89 e l’Ostiamare sale in C-2. Nel frattempo D’Avello cade e al suo posto arriva De Nadai. Ma nel 1990 torna Giuseppe Ciotoli, ma la squadra non riesce ad evitare la retrocessione tra i dilettanti.
Poi la storia dell’Ostiamare continua fino ai giorni nostri, tra alti e bassi e alte e basse classifiche. Ma sempre con il cuore pieno di voglia di farcela, di raggiungere finalmente le mete ambìte e superarle ancora, proprio come vuole la nuova società.
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